Elaborazione del lutto

Elaborazione del lutto

 

Quando si parla di lutto ci si riferisce al complesso di sentimenti, pensieri e comportamenti che accompagnano la perdita di una persona cara. L’elaborazione del lutto è il complicato processo che porta alla trasformazione di quei pensieri e di quei sentimenti in modo che la vita di chi resta possa riprendere a fluire lasciando alla memoria il percorso di vita che si è vissuto con chi non c’è più e facendo tesoro di tutte le esperienze positive che ci hanno arricchito in quella relazione. L’elaborazione del lutto è un processo fisiologico che secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby si declina in 4 fasi:

  • La fase di incredulità, in cui in un primo momento si fa fatica a credere di aver perso la persona amata. Questa fase è contraddistinta da una reazione di shock, come reazione immediata allo sconvolgimento della perdita.
  • La fase di ricerca della persona perduta. Questa fase è la conseguenza della difficoltà ad accettare che il proprio caro non ci sia più. E’ caratterizzata da sentimenti di rabbia che secondo la teoria dell’attaccamento, è la reazione di protesta alla separazione da una figura relazionale importante che non si vuole lasciare andare.
  • La fase della disperazione e struggimento, in cui ci si rende conto che la perdita avvenuta è irrimediabile e si passa dalla rabbia alla disperazione accompagnata da pianto sconsolato e disinteresse verso tutto e tutti. Questa fase è caratterizzata da sentimenti di tristezza, a volte sensi di colpa per non essere riusciti a impedire o evitare la morte, da depressione e chiusura sociale. La sua durata è di circa un anno, il tempo fisiologicamente impiegato per elaborare un lutto.
  • La fase dell’accettazione, in cui chi sopravvive comprende che la persona scomparsa non è più parte della propria vita se non nel ricordo. Si avvia così il processo di ristrutturazione della propria esistenza senza la persona perduta.

I compiti da affrontare per l’elaborazione del lutto                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Per continuare ad andare avanti con la propria esistenza è necessario affrontare dei compiti che permettono di dare un posto diverso al defunto nella propria vita che è il posto della memoria. Questa ricollocazione è lo step finale del percorso  di elaborazione del lutto.

Accettazione della perdita. Questo compito implica la consapevolezza che la perdita della persona amata è irreversibile e che non tornerà mai più. Inizialmente è difficile ammettere che non si rivedrà mai più chi si ama ma il confronto con la vita quotidiana in assenza del defunto consentirà di familiarizzare, anche se con dolore, con l’irreversibilità della perdita. La mancata accettazione di questa realtà, la negazione della perdita, comporta l’impossibilità di elaborare il lutto perché impedisce di vivere i sentimenti di dolore ad esso legati.

Reagire al dolore della separazione. Questo compito è fondamentale per riuscire ad elaborare il lutto. Attraversare e far emergere le emozioni di sofferenza aiuta a mitigarle e a trovare il modo di poterle gestire. Quando il soggetto si impedisce di vivere il dolore o di riconoscerlo il processo di elaborazione è bloccato e ci si può trovare di fronte a situazioni patologiche di lutto complicato. In questi casi il dolore non espresso prende la forma di sintomi psicosomatici, pensieri intrusivi sulla persona scomparsa, difficoltà a concentrarsi nelle attività della vita quotidiana, accessi di dolore intenso o senso di ottundimento, senso di vuoto e di solitudine.

Abbandonare le vecchie aspettative, l’idea di quotidianità, i ruoli e i progetti che riguardavano la vita col defunto e riadattarsi ad un nuovo mondo senza la persona amata. Questo richiede, ad esempio, l’assunzione di ruoli mai sperimentati prima, doversi confrontare con aspetti nuovi della realtà. Ciò può spaventare e provocare reazioni di ansia per l’idea di non riuscire a farcela o di rabbia per essere stati lasciati soli ma consente anche di scoprire nuove risorse e diverse parti di sé da mettere in gioco.

Ricollocare il defunto nel passato. Questo processo richiede lo sforzo di riconsiderare la relazione con il defunto stabilendo un tipo di rapporto diverso basato sul ricordo e su tutte le cose positive che in quella relazione abbiamo ricevuto. Questo può costituire un piccolo tesoro che ci permette di continuare a tenere vicina la persona perduta non nella presenza fisica ma attraverso la consapevolezza di ciò che quella relazione ci ha dato.

Investire nella ricostruzione della propria vita stabilendo nuovi e soddisfacenti legami e impegnandosi in attività gratificanti, senza tuttavia dimenticare il significato che nella nostra vita ha avuto chi ci ha lasciato.

Ciò che costituisce un aiuto importante per le persone che stanno affrontando un lutto è il poter esprimere liberamente il proprio dolore e condividere la propria sofferenza, ricevere sostegno e comprensione da amici e parenti, poter dire addio alla persona amata (ciò è impossibile quando la morte è improvvisa e inaspettata) e mantenere vivo il ricordo del defunto.


 

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