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Elaborazione del lutto

L’elaborazione del lutto viene definita come un processo conseguente alla perdita di una persona cara ed è strettamente connesso con il concetto di abbandono. Il lutto è un processo fisiologico per il quale il soggetto si distacca progressivamente dalla persona perduta operando una trasformazione del legame relazionale che consente l’accettazione del fatto che quella persona non sia più fisicamente presente e non ci sia più la possibilità di interagire con essa ogni qual volta se ne sente il bisogno. Il lutto è un evento che, in quanto fisiologico, si risolve quasi sempre in modo naturale.  E’ possibile osservare la dinamica del lutto relativamente alla perdita di qualunque oggetto che abbia un significato affettivo o identitario importante per chi la subisce. Così può essere un evento luttuoso la morte di un animale, un divorzio, la partenza di un amico, una malattia grave e invalidante, la perdita della funzionalità di parti del proprio corpo, la perdita del lavoro.

La trasformazione del dolore nel processo di lutto

Il cordoglio è l’elemento caratterizzante lo stato di lutto e si manifesta come l’espressione di profondo dolore che accompagna il pianto per la perdita della persona amata. Lutto etimologicamente significa infatti pianto. La risoluzione del lutto può essere considerata come il placarsi del lamento che accompagna questa perdita sia per il rifiuto della stessa che per la convinzione di non poter più essere in grado di affrontare la vita senza chi ci ha lasciato, con sentimenti di solitudine e sconforto. Il pianto può essere placato quando il soggetto riesce finalmente a lasciare andare la persona perduta collocandola nel proprio passato, rendendo così anche il sentimento del dolore più sopportabile. Questo processo non presuppone di dimenticare bensì di trasformare il legame relazionale, che diventa interno

La trasformazione del legame

Nel percorso per l’elaborazione del lutto si osservano tre fasi che corrispondono alle modalità con cui tipicamente si reagisce al dolore della perdita.
La prima fase è quella di evitare il dolore, caratterizzata dalla dissociazione dei propri sentimenti negativi con lo scopo di allontanare la realtà della morte.
Nella seconda fasela persona si confronta con realtà di quanto accaduto e incomincia ad attraversare il dolore provato in tutta la sua forza.
La terza fase è quella dell’accomodamento in cui si arriva a pensare che sia possibile ricostruire in qualche modo la propria vita senza la persona amata.
Perché si arrivi all’ultima fase, in cui si può considerare che il lutto sia stato elaborato, occorre vivere e superare dei processi di progressivo adattamento alla perdita.

Il passaggio dalla fase di evitamento a quella dell’accomodamento avviene attraverso un processo di confronto continuo fra sé stessi e la realtà esterna. I momenti di questo confronto sono costituiti da:

il riconoscimento della perdita
Accettare la realtà della morte. Senza questo atto di consapevolezza è impossibile elaborare il proprio lutto. Si continuerà a vivere come se la persona perduta non fosse mai davvero morta. Questo impedisce il distacco e porta a vivere come in una sorta di limbo in cui le aspettative che avevamo non si realizzeranno e dove nessun altro progetto di vita potrà mai essere costruito. Rimarremo con il senso di incredulità e lo stato di ottundimento emotivo tipici della fase di evitamento. Riconoscere la perdita è più facile quando si ha la possibilità di vedere il corpo e quando è possibile darsi una spiegazione della cause delle morte. Questi elementi consentono infatti di prendere contatto con la realtà.

la reazione alla separazione
Al riconoscimento della morte segue il dolore e la disperazione per la perdita e la rabbia per essere rimasti soli. Il confronto con l’assenza della persona amata porta alla consapevolezza di tutte le cose a cui ora bisogna rinunciare con la sua scomparsa. I progetti fatti insieme non sono più attuabili, non è più possibile aspettarsi aiuto e conforto. Spesso i ruoli devono essere ridefiniti. Tutto ciò consente di realizzare l’irreversibilità della perdita e di cominciare a modificare dentro di sé la relazione con la persona scomparsa. Questo processo è facilitato dal supporto sociale. Contare sulla presenza di persone che condividano il dolore, che permettano di esprimere liberamente le proprie emozioni, legittima la sofferenza e aiuta a sopportare la perdita aprendo anche all’idea che altri investimenti affettivi siano possibili.

costruire il ricordo della persona amata collocandola nel passato
Nel ricordo la persona non viene più cercata perché ritorni, ciò che si incomincia a cercare è il ricordo di situazioni ed emozioni piacevoli, cose di quel rapporto che ci hanno arricchito e che continueremo a portare con noi. Il legame relazionale si trasforma e diventa interno, ci si rende conto che pur se non fisicamente presente, quella persona rimarrà sempre con noi. Qui sta l’importanza di avere interiorizzato un’immagine positiva dell’altro, se ci sono stati motivi che l’hanno impedito elaborare il lutto diventa difficile.

l’abbandono delle vecchie aspettative non più realizzabili
Quando il legame di relazione diventa interno, legato al ricordo, le aspettative di potersi affidare alla persona scomparsa quando si ha bisogno, o di essere gratificati e amati da questa vengono ritirate progressivamente. Questo processo è necessario per continuare a vivere la vita in maniera indipendente dalle vecchie relazioni.

il riadattamento
Il cambiamento del legame della relazione porta verso il processo di adattamento. Insieme al ricordo di ciò che si è imparato e di ciò che ci ha arricchito in quella relazione, si comincia a pensare anche a modi diversi di affrontare le situazioni, in maniera autonoma, facendo emergere anche altre risorse.

reinvestimento
Dalla nuova prospettiva da cui la persona guarda a sé stessa e al mondo è possibile investire nuovamente in altri legami relazionali o attività appaganti e continuare a realizzare la propria vita con la fiducia in quello che si è costruito nel passato e facendo leva sull’arricchimento delle possibilità future.


Dott.ssa Teresa Conti
Psicologa Psicoterapeuta a Bologna (Zona Saffi)

Dott.ssa Teresa Conti

Mi chiamo Teresa Conti, vivo a Bologna, sono iscritta all’ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna con il n. 3421 e il mio orientamento teorico è il modello costruttivista intersoggettivo, in cui mi sono formata presso la scuola di psicoterapia Cesipc di Firenze.

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