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Cosa sono i disturbi alimentari

I principali disturbi del comportamento alimentare sono costituiti da: anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata. I DCA insorgono nel periodo fra la prima adolescenza, 10/13 anni, e l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. Seppure contraddistinti da peculiarità sintomatologiche distinte, i DCA, più nello specifico l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, presentano degli aspetti che li accomunano come la preoccupazione ossessiva per il peso, per la forma del corpo e il controllo dell’alimentazione.

L’osservazione longitudinale delle due patologie ha consentito di osservare che possono esserci delle transizioni da una patologia all’altra. La presenza di forme di anoressia con condotte di eliminazione, tipiche della bulimia, e forme di bulimia con meccanismi di controllo del peso tipici dell’anoressia, come alimentazione restrittiva e l’eccessivo esercizio fisico, fanno ipotizzare che ci sia un nucleo patologico comune alla base del disturbo rintracciabile nelle seguenti problematiche: bassa autostima, difficoltà di gestione delle emozioni (ansia, paura, rabbia, delusione, tristezza), scarso senso di autoefficacia, atteggiamento molto critico verso se stesse. Per i soggetti con DCA il controllo sul proprio corpo e sull’alimentazione consente l’illusione di poter gestire la propria vita a dispetto degli aspetti che li spaventano come i contesti relazionali, soprattutto quelli affettivi.

Il confronto con queste situazioni li fa sentire inadeguati per la complessità e l’incontrollabilità che le caratterizza. A tale complessità è, infatti, legata la paura di scoprire di non essere all’altezza. Focalizzare l’attenzione su un aspetto completamente gestibile da loro stesse, come il controllo delle forme del proprio corpo e dell’alimentazione, diventa l’unico modo per avere la percezione di un controllo sulla propria vita evitando però di mettersi in gioco e di doversi confrontare con parti di sé che faticano a gestire. Ciò comporta anche l’allontanamento dalle relazioni che costituiscono l’ambito più imprevedibile della vita, ponendo i soggetti con DCA in una condizione di isolamento sociale. Altro aspetto saliente dei disturbi del comportamento alimentare è il perfezionismo. Il perfezionismo viene considerato da alcuni studiosi come la risposta all’atteggiamento critico delle figure genitoriali rispetto al modo di comportarsi e di essere dei propri figli.

La tendenza al perfezionismo si osserva, nei DCA, nell’aspettativa di ottenere successi che aumentino il loro senso di autoefficacia. Se non rispettano le aspettative prefissate vanno incontro ad un profondo senso di delusione di sè. Ma la misura del successo è valutata rispetto all’approvazione sociale, i modelli che prendono a prestito per misurare la loro adeguatezza devono essere conformi alle aspettative proposte/imposte dai contesti sociali con i quali interagiscono e dalla famiglia.

Come si sviluppano

I disturbi del comportamento alimentare hanno un’eziologia multifattoriale. I fattori che facilitano lo sviluppo dei DCA si possono suddividere in fattori predisponenti e fattori scatenanti. I fattori predisponenti sono i cosiddetti fattori di rischio che possono essere di tipo genetico, psicologico e/o ambientale. I fattori psicologici riguardano la storia di vita del soggetto e le sue relazioni di attaccamento all’interno delle quali acquisisce il senso del proprio sé e gli strumenti di riconoscimento e di regolazione degli stati emotivi. I fattori ambientali possono essere costituiti da conflitti e situazioni familiari problematiche. I fattori scatenanti sono costituiti da situazioni dal forte impatto emotivo come un lutto, la separazione da una persona importante, insuccessi scolastici, aggressioni, episodi di ridicolizzazione.

Come si curano

Nel caso dei DCA solitamente sono i familiari a chiedere aiuto, soprattutto nel caso dell’anoressia nervosa, perché le persone con questo disturbo difficilmente percepiscono la loro situazione come patologica e potenzialmente pericolosa. L’inizio del trattamento è molto spesso preceduto da un percorso motivazionale che metta in evidenza le conseguenze negative sia sul piano fisico che su quello interpersonale e sociale. La terapia dei DCA è di tipo multidisciplinare, questi disturbi presentano diverse componenti su cui lavorare per aiutare i pazienti a guarire:

Componente nutrizionale: La componente nutrizionale riguarda la gestione l’alimentazione e la comprensione che il cibo non è un nemico ma qualcosa che contribuisce in maniera importante al benessere psicofisico ed è appannaggio dei dietisti e dei nutrizionisti.

Componente psicologica: La componente psicologica è appannaggio della psicoterapia e riguarda: la focalizzazione sui processi cognitivi e affettivi che contribuiscono al mantenimento del disturbo, affrontare le problematiche legate al senso di inadeguatezza e di bassa autostima che costituiscono il nucleo psicopatologico centrale dei disturbi del comportamento alimentare, la comprensione del significato che ha il sintomo nella vita del soggetto.

Componente organica: La componente organica è particolarmente rilevante nel caso dell’anoressia nervosa e richiede l’intervento medico. Quando ci sono casi di magrezza eccessiva che mettono a repentaglio la salute del paziente, spesso, si opera in regime residenziale o semiresidenziale per far sì che si ripristini un peso normale, facendo attenzione che l’aumento di peso non provochi scompenso psichico.


Dott.ssa Teresa Conti
Psicologa a Bologna

Dott.ssa Teresa Conti

Mi chiamo Teresa Conti, vivo a Bologna, sono iscritta all’ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna con il n. 3421 e il mio orientamento teorico è il modello costruttivista intersoggettivo, in cui mi sono formata presso la scuola di psicoterapia Cesipc di Firenze.

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