Depressione Post Partum

Depressione post partum

 

La depressione post partum non è così infrequente come si pensa, essa colpisce infatti l’8-12% della popolazione ed esordisce fra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto. Circa 85% delle donne dopo il parto manifesta disturbi dell’umore più o meno importanti che si risolvono nel giro di poco tempo. Una delle condizioni cui va frequentemente incontro la neomamma è il baby blues. Questa condizione si riferisce ad un cambiamento nel tono dell’umore che diventa piuttosto altalenante ed è caratterizzato da pianti frequenti e immotivati, difficoltà a relazionarsi con il proprio bambino e i familiari, senso di stanchezza e affaticamento, disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, irritabilità. Si tratta però di uno stato transitorio che si risolve nel giro di una decina di giorni. La causa è da rintracciare soprattutto nel cambiamento ormonale causato dal parto. Si parla di depressione post partum quando lo stato descritto si prolunga e si aggrava ulteriormente. I sintomi della depressione post partum sono gli stessi che caratterizzano la depressione tout cour, ma nello specifico, in questo caso la condizione depressiva impedisce l’instaurarsi di una relazione di attaccamento madre – bambino positiva per entrambi. La mamma depressa non riesce a prendersi cura di suo figlio e a provare piacere nello stare con lui. Gli scambi affettivi sono estremamente deficitari se non inesistenti. Le madri depresse temono addirittura di poter far del male al loro bambino. Ciò aggrava il senso di colpa e di indegnità e di disperazione. Non sono infrequenti idee suicidarie. E’ importante intervenire tempestivamente nella diagnosi di questo disturbo per salvaguardare la salute psicofisica anche del bambino. Dagli studi sull’attaccamento effettuati da Bowlby è emerso, infatti, che i figli di madri depresse sviluppano modalità di attaccamento insicure con difficoltà nella regolazione emotiva, difficoltà relazionali, nello sviluppo cognitivo e una maggiore predisposizione alla psicopatologia.
Cause della depressione post partum
Le cause della depressione post partum possono essere molteplici: eventi stressanti, mancanza di sostegno nell’accudimento del bambino, difficoltà coniugali, difficoltà che il bambino può dare nell’accudimento (pianto frequente, disturbi del sonno). parti gemellari (maggiormente stressanti dal punto di vista sia fisico sia dell’accudimento), soffrire o aver sofferto di disturbi di ansia o depressione, scarsa fiducia in sé stesse e nella capacità di acquisire competenze genitoriali. Anche la rappresentazione di attaccamento della madre è risultata essere un elemento importante come fattore di rischio nella depressione post partum (Marques 2018). Uno stile di attaccamento insicuro con difficoltà di regolazione e gestione delle emozioni rende, infatti, più vulnerabili le madri a sentirsi incapaci e ad essere preda delle emozioni e reazioni emotive del bambino perché hanno scarsi strumenti per normalizzare sia i propri stati emotivi che quelli del bambino.
Quali sono i segnali a cui prestare attenzione: crisi di pianto immotivate, difficoltà a creare una relazione col bambino e ad accudirlo, ritiro sociale, pessimismo, senso di indegnità e colpa, noncuranza verso il proprio aspetto fisico, apatia e tristezza, disinteresse verso qualunque attività.
Come si cura la depressione post partum
E’ importante innanzitutto cogliere i segnali della depressione post partum e rivolgersi ad un professionista. Si utilizza la terapia farmacologica solo se i sintomi depressivi sono molto gravi. La terapia psicologica può essere sia individuale che di gruppo. Obiettivi importanti della terapia sono: promuovere l’idea che una mamma depressa non è una mamma sbagliata e che si può guarire; coinvolgere il partner nel processo terapeutico riattribuendo importanza alla relazione di coppia; favorire la ripresa delle relazioni sociali e della cura di sé stesse; imparare a chiedere aiuto quando se ne ha bisogno.


 

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